FRANCESCO SEVERINI

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Parlare di se stessi sembra non essere mai abbastanza esauriente. Restano appese delle frasi, disordinate nel loro svolgersi, meno veraci di quanto l’esperienza sul campo non riesca a narrare. Diversi curatori e critici d’arte si sono occupati del mio lavoro (da Luisella d’Alessandro, presidente della Fondazione Italiana per la Fotografia, a Edoardo Di Mauro, storico e critico d’arte di Torino) così come molte riviste del settore (e non) hanno dedicato articoli al mio fare.

Ma preferisco essere io stesso a riferirne le induzioni e gli intenti.

Testimonianza del mio percorso, senza dubbio, sono le mostre effettuate in Italia e all’estero, dal 1985 (la prima personale a Milano) fino ai progetti più recenti di questi ultimi dieci anni. Geografie dei mondi possibili, Le forme del tempo, Gli occhi della pittura, Le armonie dell’anima, Sguardi diVini, in varie città italiane, Histoire des visages, a Parigi e a Chalons en Champagne. Su tutti Dittamondo, presentato per la prima volta a Torino nel 2006, con la stampa del volume a cura delle edizioni Thyrus e Le Fate italiane, progetto vincitore dell’VIII Concorso nazionale “Le collane di Med” e presentato in maggio del 2011 al Salone del Libro di Torino, nel quale l’aspetto di ricerca e di approfondimento culturale intorno alla letteratura al femminile si sposa con l’intento di dare forma al colore dei pensieri, dei sogni, di quelle aspettative di libertà che le scrittrici prese in esame esternavano attraverso il ricorso alla fiaba.

Lo stesso anelito che ha generato il lavoro sui Tarocchi e quello nella mia singolare wunderkammer – una pittura parietale di circa 40 mq realizzata nella stanza da letto della mia casa – cui ho dato il titolo di “Tetramorphosys” concepita secondo i dettami di una camera picta rinascimentale (di cui sotto il link al video su Youtube) “Tetramorphosys”  è poi divenuta anche una scrittura teatrale, la cui messa in scena è avvenuta con grande successo nella Casa della Cultura di Acquasparta a maggio del 2014.

Inoltre i due più recenti progetti. Vagabolario – Viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli nelle isole linguistiche d’Italia, ovvero ventuno capolettera tanti quanti le lettere dell’alfabeto italiano, resi in forma di miniature di un singolare vocabolario, il mio personale Vagabolario appunto, ciascuno afferenti altrettanti popoli dei quali le immagini narrano le leggende, che a breve sarà un libro pubblicato da Prospettiva Editrice.

E infine À Rebours – Lo sguardo delle cose, la pièce teatrale che scritto, diretto e messo in scena per la prima volta a marzo del 2016, articolata in sette monologhi e una scena d’insieme, nei quali gli attori diventano oggetti “umanizzati” di altrettanti celebri artisti. Non da ultimo le committenze nell’ambito dell’arte sacra (due mie opere – “L’albero della vita” e “Il quieto incedere di Francesco” sono oggi nelle Chiese principali di Acquasparta).

Il tutto nell’intento primario di aderire ad un assunto fondamentale, secondo il quale per me fare arte è fare cultura. Attraverso il singolare mariage fra la letteratura e la pittura, pongo ad ogni possibile fruitore una induzione preminente: tornare a guardare l’arte, preda ormai della velocità del pensiero  e di tutte le immagini vertiginose da cui siamo assaliti, nella convinzione che essa sia causa ed effetto di un sempre rinnovato piacere: quello della meraviglia.

Francesco Severini – Corso Umberto I, n. 21 – 05021 Acquasparta (Tr)

e-mail: francesco_severini@hotmail.com

sito web: http://www.wix.com/francs03/francescoseverini

 http://www.youtube.com/watch?v=j2vrI_UwVp0

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