Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di:

Francesca Pellegrino

Cronache di un Autunno

Sono successe cose, piccole cose
la linea storta sugli occhi
il traffico bloccato, i panni sporchi,
la spia rossa, il buco nero.
Si è anche fulminata una lampadina
ma me l’hanno dovuto dire.
Sono successe cose, sono successe anche se
ho respirato il giusto, senza esagerare
ho parlato pochissimo, lo giuro, quasi niente.
ma sono successe.
E ci sono anche novità, tipo
chiudere il sorriso per inventario
riparare la crepa delle notti, ché qui piove spesso
e sempre da dentro.
E infine, provare a scrivere il mio nome
sulla lista delle cose urgenti da sistemare
sul post-it del frigo.

Adamo ancora nega

Ancora neghi che la terra sia rotonda
soltanto perché non vedi che il tuo passo
distante anni luce dall’orizzonte .
E a me non resta che osservare impotente
il tempo che impiega una fronte
a corrugarsi.

Una vetrina

Ho messo in vetrina
un sorriso che sta fermo e zoppo
sulle sue gambe. L’ho messo in vetrina
nella sua posa migliore, s’intende:
quella dalla quale si vede il mediterraneo. Tutto.
E qualcuno che si fermi e lo guardi, c’è sempre
e mai per acquistarlo – soltanto possederlo
per quel solo unico attimo.
Come è anche solito che qualcuno
non veda che una pozzanghera
di quando piove poco e male – fuliggine e indolenza.
L’ho messo in vetrina perché così
non barcolla più e, piuttosto che
continuamente precipitare nuvole
di incanto, piuttosto, piuttosto muore.
Ma non come qualcosa che dimentico.
Come qualcosa che ho perso.

Roubasienne

Certe madonne hanno il verme in bocca.
Le ho viste sedere a riva, infilzare
l’Amo nella lacrima intelligente,
attendendo
tutti i pesci grossi ad abboccare.

Borotalco

Non resta che la prevenzione:
fugare l’indelebile altro addio
prima che sia tardi.
Prima che sia macchia.
Perché è finito il borotalco
(spallucce).

 

 

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