Non fossimo passati un giorno
in grazia di un dolore muscolare
dalle parole ai fatti
– al fatto, perché occorre esser precisi, delle tue mani addosso –
io potrei fingermi questo gioco una allegra fantasia
e nessun noi potrebbe turbarmi il sonno.

Potrei far finta che ad ogni pixel non corrisponda una carezza.

Ma troppo ci siamo raccontati
e lo facciamo ancora
così lo sai tu e lo so io
che al tuo “posso?” segue il mio “sì”
con tutto quel che implica
dacché mai, pur affidandomi
sono rimasta immobile.

E quindi?

Si tratta di realtà o simulazione?

Niente sarà consequenziale strettamente.
Tranne l’amplesso che due umane menti
si concedono tra le corse dei neuroni.

I corpi hanno il loro daffare altrove.

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