Di come pieghi la mia collezione di materia
accumulata negli anni per nascondere lo strazio
di come allegra ne godo e mi invade il tuo sguardo che regge il mio
– oh meraviglia non più attesa! –
sembra che sia nata per essere di bellezza semplice rincorsa
poi vado a casa e niente può essere sottratto
del vivente generoso che sono da sempre
chissà cosa hai capito, se l’hai capito lo splendore della leggerezza
se digerirai – fino a farlo te – il miracolo dei gemiti ribelli
presumo il tradimento ma non mi apposto ad attenderlo
sarà lui a trovarmi
basterà una pausa di dolore e paura
poi di nuovo mia
scriverò. Di come.

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