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“Siamo brevi, il mondo è sovraffollato di parole”.

Stanislaw Lec

 

Gli aforismi, dal greco aphorismòs che significa delimitazione, definizione,  sono enunciati che esprimono efficacemente un concetto in poche frasi segnando un limite, un confine, non a caso il termine ha la stessa radice della parola “orizzonte”. Caratteristica fondamentale dell’aforisma è la brevità. Nella prosa gli aforismi si configurano come forme brevi simili ad affermazioni e precetti, destinati a essere pubblicati in raccolte o in racconti, romanzi, diari. Al di là dell’ambito letterario gli aforismi possono trovare spazio nei film, nelle pellicole del passato e del presente che hanno fatto epoca: frasi celebri divenute popolari, affermazioni ironiche e divertenti, battute divertenti penetrate nel patrimonio linguistico di intere generazioni.

I temi toccano ambiti diversi a seconda dell’evoluzione che l’aforisma ha avuto attraverso i secoli. Nati come precetti medici grazie al greco Ippocrate, fornivano insegnamenti e consigli pratici sulla medicina, la tecnica, la politica e affermavano verità universalmente riconosciute. Questa funzione ha preso il sopravvento tanto che l’aforisma attualmente è divenuto sinonimo di sentenza di carattere filosofico o morale. Dal Novecento in poi l’aforista mira a spiazzare i lettori sovvertendo e contraddicendo opinioni diffuse e inducendo il lettore a scoprire verità diverse e alternative.

In Italia Giuseppe Pontiggia nella sezione Antidetti della sua opera Le sabbie immobili, ad esempio, capovolge alcuni luoghi comuni e dimostra che a volte alcune opinioni diffuse e condivise sono frutto di eccessive semplificazioni della realtà. Il titolo stesso dell’opera evoca la situazione stagnante in cui secondo lui si trova l’odierna società di massa. Si tratta di luoghi comuni al contrario, di rovesciamenti di frasi fatte. Del resto è la loro ampia diffusione che li fa apparire veri, anche quando a ben pensarci, non lo sono. In molti casi ad esempio è vero che chi si accontenta gode perché riconosce i propri limiti ma può succedere anche che a furia di rassegnarsi rinunciando a traguardi troppo ambiziosi prima o poi provi insoddisfazione. E’ proprio vero allora che chi si accontenta non gode.

Nuotare nella povertà.

L’assente ha sempre ragione.

Pesce piccolo mangia pesce grosso.

Pescare nel limpido.

L’occasione fa l’uomo onesto.

O Cesare o qualcos’altro.

Non lasciare l’incerto per il certo.

Non c’è maggior cieco di quello che vuole vedere.

Le parole volano, gli scritti anche.

L’occhio del padrone fa dimagrire il cavallo.

Chi si accontenta non gode.

Il diavolo non è così bello come lo si dipinge.

A mali estremi piccoli rimedi.

Sapere dove picchiare la testa.

Chi non semina raccoglie.

Pochi sono i chiamati, ma molti gli eletti.

Il dolce far tutto.

Il ferro va battuto quando è freddo.

Chi non lavora, mangia.

Tra i due litiganti il terzo le prende.

Ad amico che fugge ponti d’oro.

Col nulla si fa tutto.

Vivere e non lasciar vivere.

Pensarci prima per pentirsi poi.

Oggi a me, domani a me.

Giuseppe Pontiggia, da Le sabbie immobili

Il fatto che gli aforismi affermino dati di fatto con immediatezza e concisione dunque non diano spazio a repliche non significa che gli autori di aforismi pretendano di esprimere certezze assolute. Alcuni di loro, infatti, come Gesualdo Bufalino o Leo Longanesi alternano affermazioni universali a riflessioni limitate alle loro esperienze personali. Il lettore interpreta l’aforisma in base alla conoscenza che ha della vita e degli uomini e dopo aver attuato un confronto tra la verità generale che vi è espressa e la propria esperienza personale. Il maggior strumento di diffusione degli aforismi oggi è costituito da internet attraverso i social network, in particolare Facebook e Twitter. Spesso si tratta di citazioni letterarie o battute d’effetto tratte da film e da riviste oppure sono frutto di elaborazione personale degli utenti della rete. Anche in questo caso, il fatto che ci siano dei limiti nel numero di caratteri da utilizzare, impone brevità e concentrazione semantica, requisiti classici dell’aforisma. Le strategie retoriche dell’aforista sono come per lo scrittore umorista, l’ironia, il paradosso, il gioco di parole, la provocazione. Attraverso la loro stringatezza e il loro costrutto stilistico l’aforista mira a sorprendere il suo pubblico attraverso l’effetto sorpresa che intensifica l’attenzione del lettore e il suo sforzo di leggere e comprendere l’aforisma per interpretarne il significato più profondo.

Deborah Mega

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