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Immagine compiuta

Madre

“Forse è qui il nodo di ogni incarnazione.
Nulla è così vicino alla morte
quanto il concepimento: viene da laggiù,
laggiù si è composto.”*

Il diramarsi del suono.
Un piccolo spazio
da riempire nel mondo.
Seme
cromosoma
sangue che affonda radici.

Sono appoggiata al tuo cuore,
madre.
Fino alla caduta nel grido
come un taglio aperto,
come il rosso che arde
e il dolore che pulsa.
Sono il tuo dolore di donna
quando si fa più dolce.

A stento
verso la luce,
acquarello rovesciato
sul contorno delle cose.
Il premere dei ferri sulla testa
e l’aria che brucia,
l’aria
come un rogo nei polmoni.

Dita allargate nel vuoto,
sulla fredda materia del mondo.
Viva
viva
deposta dall’uomo nel solco più profondo.

L’amore

“You must be taught to love me. Human beings must be
taught to love
silence and darkness.”*

La minuscola capriola del cuore
è un segno imprescindibile.
Corpo di terracotta
aria di giugno fra i capelli bagnati.
Solo un ricordo d’acqua
il pulsare violento delle vene
e un canto di luce cade sul mio ventre,
sui capezzoli tesi.

Le tue mani nella morbida creta
toccandoci,
come quando si nasce.

Amore
amore
basta una carezza per far tremare i fianchi,
una sola carezza per vivere.
Come fiori pigri
con bocche rosse,
aperte alla luna
mai sazie.

Il Figlio

“with one gesture I established you
in time and in paradise.”*

Quando cerchi il mio seno
nel sangue sfociano torrenti.
Quando ti afferri a me
sono forza, clorofilla.
Affondo i piedi in tini d’uva dolce
e mi trasformo in quercia,
in mosto denso e vivo.

Mio tenero innesto
ti dono il latte, il mio respiro,
l’amore più forte e la fame più viva.
Ti lecco nel buio come la gatta,
come una volpe.

Carne riconosciuta
solo principio e ordine.

Il Buio

“It is terrible to survive
as conciousness
buried in the dark earth.”*

Epicentro di lava e di suoni
culla di ossa e di radici
di teste di cinghiale,
di rettili e di pesci.
Ombre di cose, grida di animali.
Lo zoccolo batte sulla dura zolla
l’acqua scava un cerchio nella pietra.
Terra nera che pesa sulla fronte
che frana tra le costole,
sulla spina dorsale di un feto.
Ma il corpo non ubbidisce alla morte.
Ricorda soltanto il respiro,
l’aprirsi del sangue alla luce del giorno.

La nostra morte sarà la prima morte.

Da: Inanna, Edizioni Mobydick.
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* I versi in italico ad apertura di ogni quadro sono di:
per Madre: Antonella Anedda
per i rimanenti: della poetessa americana Louise Glück

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