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Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di:

Giovanni Baldaccini

Verso ancora

Aspettami sotto casa
domani o ancora
e se il cielo è di pioggia
indossa
qualche nuvola sparsa
una finzione
d’aria
e le domande
tirale sottovento
altrimenti gli odori copriranno
tutto il gusto d’amaro.
Non assicuro niente
tu rimani
e l’ombrello appoggiato contro il muro
legaci fazzoletti
e vento
che lo gonfi di sera
come una spedizione di frontiera
un’altra sponda
forse
primasera.
Mandami qualche cosa da scordare
ciclamini
un biglietto forato
una conchiglia.
Io non lo so se vengo:
capirai.

[tratta da Oltre il varco di notte, ed. LaRecherche]

Alla mia estraneità

Tu mi riservi sempre imprecisioni
emendamenti fasci di domande
ed ostinata bussi
alla mia estraneità
come una spina piccola
un’assenza invisibile vissuta
nel tuo sostare impavida
al margine di un’illusione
che diluita aspiro.
Non so di te
dei nostri disavanzi
ma forse la visione del tuo luogo
diventa un’astensione che compensa
la nudità di esistere
in una incomprensione cui rimando
le proposte azzardate che mi accenni
d’attesa e sfinimento
mentre ti osservo
trasportare i giorni.

[tratta da Oltre il varco di notte, ed. LaRecherche]

Senza aggiungere altro

Mia carissima ombra insoddisfatta
mia tenue
mio disagio
sospetto
inclinazione
mio inarrestabile frangente di passione
mia fragile sinuosa
ed insinuando
vorrei proporti un “se”
senza aggiungere altro.
Lo so che ti delizia sfarfallare
inseguire imbrunire
e inconsistenze senza maneggiare
come l’alba la notte ed il tramonto
costantemente senza rimanere.
Dunque “se”
dovessimo poi perderci di vista
o traballare il mondo oltre misura
al punto che gli uccelli stanno in terra
i pesci in aria e la mia casa è mare
e “se”
tra tutte queste forme il nostro ombrare
non avesse costanza e traversasse
l’una nell’altra e oltre
oltre nell’una
e l’altra
oltre misura,
come potrei ridurti sotto i piedi
e tu considerare la mia testa
come un luogo lontano?
E ambire
anelare
inanellare
miglia di spazi vuoti da passare
e ricercare scorrere vagare
la mia ombra e la tua
senza uno specchio dove naufragare?
Ah, ombra,
se facessi l’amore coi tuoi sogni
e il corpo evanescente s’imbrunisse
come quando la mia persiana è chiusa
e la luna non passa
non ingressa
non entra a ricordare il mio destino,
ombra
non avremmo fratelli da sbirciare
e il nostro amplesso tramontante breve
sarebbe solamente levità
una forma insolubile fuggente
che cerco
e considero
palpeggiandoti nulla.

Secondo dubitativo

All’improvviso viene una parola
come quando la sera
ti coglie di sorpresa su una strada
e ti imprigiona i piedi
l’angelo che ti segue
la tempesta
che da una vita ti accompagna e cade
dalla foce di Dio
ma non ti sei bagnato a sufficienza
e tua madre
che somiglia alla neve
ti sussurra imbronciata
“te l’avevo detto…”
e ti passi una mano sulla faccia
cerchi stelle
e una luce ti brilla tra le dita
come fosse una porta
ma non so se mi voglio incamminare.

Quarta giornata di sciocchezze enormi

Ora non c’è una piega in questa stanza
che non abbia vissuto le giornate
che ti tracciano gli occhi
né angolo che ignori
i nostri inseguimenti nella sera
dove vanno gli amanti
o chiacchiere avventate che non sappia
mentre ti scrivo quello che non so
di questo mondo
piccolo
insoddisfatto
a rotazione.

Il messaggio

È arrivato:
ora non resta che decifrare.
Non credo sia possibile parlarne.
Nei prossimi mesi
provvederò a partire
per portarti distante da quel suono
freddo come le fonti dell’assurdo
e naufragi ignoti di parole.
Non so se riuscirò a ricostruire
un ambito tra i cigni di Norvegia
un soprassalto gravido
un merletto scarlatto da inseguire
o una forma di luna
che ci permetta di dimenticare.
Se non fosse
fermeremo la terra.

Terza passeggiata a volo basso

Mi ricordo di te
quando eravamo uccelli
le nostre passeggiate a volo basso
dove le foglie e i viali
e le nuvole che odorano di pioggia
quando l’inverno ti riflette il mare
le gocce da schivare
e la città
dove la notte fugge dai lampioni
ed i passi distanza
fuga
una notte che avanza.

[tratto da Metafisiche a terra, ed. Youcanprint]

Verso contrario

Un sogno da lontano e quali
desideri scaduti
scrivimi
mentre traccio un ritratto sopra il vetro
nel mio verso contrario.

[tratto da Metafisiche a terra, ed. Youcanprint]

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