I luoghi non ci sono tra i fondali dei ricordi.
Come non avessi mai alzato lo sguardo dalle apparecchiature di controllo.
Temevo il capogiro del sapermi piccola?
Qualcosa sì. Qualcosa resta.
Delle estati resta il profumo dell’elicriso, a strappi
la ruvidezza del sentiero fino alla spiaggia
la fatica della salita dopo il fresco del mare.
Resta il respiro mozzo dell’attesa
il capogiro del bacio
la marcia trionfale di atri e ventricoli.
I paesaggi, però, si sono sovrapposti
e, per il peso, spezzati.
Una vita senza un dove non si può raccontare.
Farò finta che fosse solo un gioco.

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