Nei risvegli delle cinque
ogni tessitura è disfatta.
Mi muovo a raccoglierne i fili
pare formassero un disegno.
Non ci credo: colori così distanti
non possono stare in un’armonia
meno che mai raccontare una vita.
Il sonno delle sei concede un riparo
smetto di cercare salvezza nel ricordo
di quella mappa e delle sue direzioni.
Poi la luce ricompatta l’illusione
alle sette sono di nuovo una persona.
Quindici ore al telaio basteranno a stringere bene i nodi?

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