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Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di

Alessandra Carnaroli Carloni

80
mia madre non mi vuole
né la prima né la seconda
aperta due volte come una
caramella all’ananas
che a nessuno  gli piace
 
ho scritto un foglio intero che
voglio morire giovane
appesa ad un balcone, un ramo
un tubo ben fissato
 
però dopo la cura dirò che mi è passata
 
81
faccio uno torta californiana
per il compleanno
del marito di mia madre
 
la fatica  più grande
dopo la pasta frolla
è non sentirmi in colpa
 
82
ho morso a uno il braccio
all’altro l’ascella
perché è alto più di me
mi supera con la  faccia
 
la mia ferocia è quella
di un cinghiale imbestialito
ferito solo di striscio
da un urlo sulle scale
 
la luce della torcia
divide il mio pigiama
in strisce buone
e altre cattive
 
 
83
non sporgerti
dice mamma
mentre guarda il telefonino
 
io tuffo gli occhi in acqua
inseguo un pesciolino
 
84
sono scappata di casa due volte
ti aspettavo sulla porta
con la mano stretta
alla maniglia
 
volevo che mi dicevi fermati
perché ero tua figlia
 
 
85

uno penzola
dal soffitto
l’altra perde
sangue
sul tappetino
antiscivolo
del bagno
 
come una rana
salto
e mi rannicchio
in un angolo
per non pestare
le tracce
per non confondere
gli indizi
del mio trauma
 
86
mia nonna viene a prendermi per portami a scuola
controlla le orecchie le unghie chiede
se mi sono lavato bene
 
mamma incinta ormai si muove poco
gli viene subito il fiatone per fare le scale
dice che gli sudano le mani
 
mia nonna ha settant’anni e non le importa
di essere madre un’altra volta
 
 
87
io volevo guidare il camion
fare zig zag tra i birilli madri
e figli
vederli atterrare  sulle palme
le teste al posto
delle noci di cocco
sentire l’urto
nel vetro come se ti piove contro
ma sono gomiti o ginocchi
 
così da meritare il paradiso
le vergini il miele
o almeno un posto sul pulmino
un pezzo di merendina
una matita in prestito
quando la scordo
 
una bella bambina
 

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