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In quest’era digitale e di connessione globale, caratterizzata da ipercomunicazione ed esplosione delle scritture di massa, la produzione propriamente letteraria ha subìto una crescita tanto vertiginosa da creare una situazione di saturazione permanente e di sovrapproduzione continua e percussiva del mercato in termini di offerta, più che di domanda.

Ci siamo chiesti allora se esistono dei criteri selettivi per distinguere la scrittura di qualità da sfoghi diaristico-confessionali o dalle velleità scrittorie di principianti ed ego ipertrofici. Certo non è facile individuare criteri oggettivi e indiscutibili perché gusto, soggettività e mercato sono elementi condizionanti.

Sul palcoscenico del mondo letterario tuttavia non operano solo gli scrittori, che con fantasioso parallelismo potremmo definire gli attori, ma anche gli editori che, insistendo nel paragone, ne sono i registi. Entrambi sono artefici della qualità della produzione letteraria corrente, i primi perché la creano, i secondi perché la selezionano e la diffondono.

Ecco perché, dopo gli scrittori, abbiamo pensato di rivolgere una serie di domande a coloro che, nel concreto determinano la “produzione” attuale del mercato, nella speranza che possano dare un contributo chiarificatore in termini di orientamento nella giungla iperscrittoria presente, per cercare di capire come viene gestita una casa editrice, conoscere le politiche editoriali e culturali correnti e i metodi di selezione del prodotto da pubblicare.

Oggi intervistiamo: EMANUELE SCARCIGLIA (Editore di Terra d’ulivi edizioni)

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Terra d’ulivi edizioni nasce come casa editrice nel 2014, forte di una precedente esperienza di dieci anni come associazione culturale (terra d’ulivi). In tale periodo ha tentato, spesso riuscendovi, di dare spazio e nuova vita a validi rappresentanti dell’arte salentina (spesso dimenticati o poco conosciuti) e di portare avanti i lavori fotografici e inerenti alla regìa del proprio fondatore, Elio Scarciglia (professore, fotografo e videomaker). In quanto casa editrice, Terra d’ulivi edizioni desidera fortemente confezionare libri di pregevole fattura e sul piano grafico e sotto l’aspetto qualitativo per ciò che essi contengono. Per riuscire in questo intento la casa editrice opera scelte spesso difficili ma necessarie in quanto coerenti con una volontà editoriale chiara, forte e precisa: riuscire a dare spazio a tutti coloro che sanno distinguersi, per le loro qualità letterarie, in un panorama difficile come quello della letteratura odierna.

  1. Com’ è cominciata la tua attività di editore?

L’attività di cui si sta parlando è iniziata quando si è deciso di ‘trasformare’ in casa editrice l’associazione culturale ‘terra d’ulivi’. Essa ha operato per oltre dieci anni da un lato nel campo dell’arte e della letteratura salentina, riscoprendo personaggi di straordinaria importanza come Claudia Ruggeri, Edoardo De Candia, Salvatore Toma, Girolamo Comi; dall’altro evidenziando le qualità fotografiche e pertinenti alla regìa di mio padre, Elio Scarciglia. Nel 2014 questa voluntas culturale desidera operare con maggior specificità nel campo della letteratura odierna e l’associazione culturale ‘terra d’ulivi’ diventa così una vera e propria ‘casa editrice’.

  1. Si diventa editori per vocazione, per scelta o per necessità?

Si diviene editori per tutte queste cose, così come per una piuttosto che per un’altra. Dipende. Detto ciò credo che al giorno d’oggi si inizi una tale attività spinti soprattutto dall’amore verso i libri e la letteratura.

  1. Come definiresti la tua linea editoriale?

La linea editoriale di Terra d’ulivi vuole dare spazio essenzialmente alla qualità letteraria, ovviamente nell’ambito del materiale che riceve. Questa casa editrice desidera, nel tentativo di onorare il lavoro svolto da Aldo Manuzio, coniugare bellezza estetica (quindi profonda cura grafica) ed eccellenza contenutistica dei libri che pubblica.

4. Attraverso quali canali ti giungono i manoscritti?

Oggi i canali che riguardano l’editorìa, ma non solo, sono di natura essenzialmente virtuale: si comunica via mail, con le opere che giungono alla casa editrice sotto forma digitale.

5. In media ogni anno quanti inediti ti pervengono e quali sono i criteri di selezione delle opere inviate?

Solitamente ci pervengono una cinquantina di inediti nel corso di un anno. Per i criteri di selezione delle opere rimando alla risposta numero tre.

  1. Quante entrano a far parte del catalogo e come nascono le collane di un catalogo?

Mediamente, entrano a far parte del nostro catalogo due proposte su dieci. Le diverse collane nascono essenzialmente per cercare di ‘inquadrare’ ogni opera in base alla sua essenza. La collana serve, quindi, a identificare in modo chiaro e organizzato il valore comunicativo di un’opera.

7. Quanto contano nel tuo lavoro i criteri letterari e quanto gli orientamenti del mercato?

Pur non negando i necessari ‘orientamenti di mercato’, ritengo sia importante per una casa editrice tenere conto dei criteri letterari rientranti nella sua linea editoriale.   Questo per non continuare a svilire una letteratura odierna pregna di pubblicazioni che spesso non raggiungono standard qualitativi di un certo livello.

  1. Noti delle differenze rispetto a qualche anno fa nella qualità e nella quantità degli inediti che ti giungono?

A dire il vero non riscontro grandi differenze, anche se non posso negare come, nel corso dell’ultimo anno, il volume di lavoro della casa editrice sia sostanzialmente aumentato.

  1. Come si è evoluta l’editoria con la connettività e l’era digitale?

Terra d’ulivi (come associazione culturale) ha esordito con le sue pubblicazioni nel 2004 e già all’epoca la maggior parte dei contatti con i suoi autori era di carattere digitale. Sicuramente può essere di maggior aiuto il parere di case editrici in attività negli ultimi trenta, quarant’anni. Per quel che riguarda una mia personale risposta credo ci sia stata una evoluzione riguardante la celerità dei contatti e l’impegno nello svolgere un lavoro sempre più specialistico al fine di potersi distinguere in un universo editoriale costellato spesso dal lavoro amatoriale.

10. Quali opere hai apprezzato maggiormente tra quelle pubblicate negli ultimi mesi anche da altri editori ?

Posso senza dubbio citare l’ultimo lavoro di Elio Ria, “Il culto del calcio”, edito da Lettere Animate Editore nel 2016, che prendendo semplicemente spunto da questo sport fa un excursus letterario di notevole profondità rivelando anche chicche meno note.

 11. Ti ricordi il primo libro che hai pubblicato? Esiste un libro che hai voluto fortemente pubblicare e uno su cui eri scettico ma che poi si è rivelato un grande successo?

Se consideriamo a partire dal periodo di trasformazione da associazione culturale a casa editrice, il primo libro pubblicato si intitola ‘Canto senza voce’, splendida raccolta poetica di Claudia Ruggeri, naturalmente prima ci sono state altre pubblicazioni importanti. I libri che abbiamo pubblicato fino ad ora sono tutti libri che ci hanno visto interessati e convinti. Ripensandoci a posteriori li ripubblicheremmo tutti, tranne un paio, perché come tutti gli umani un paio di errori li abbiamo commessi.

12. Un editore oggi scommette ancora sulle qualità di un perfetto sconosciuto decidendo di pubblicarne l’opera, fungendo così da talent scout oppure è solo un’idea di editoria romantica e superata?

Terra d’ulivi ha scommesso molto sugli autori alle prime pubblicazioni o ancora poco conosciuti (e cito Claudia Ruggeri, poetessa ritenuta una delle voci più alte di fine Novecento ma sconosciuta ai più). Sì, secondo noi esiste ancora l’idea e la possibilità dell’editore in grado di scoprire un talento. Tuttavia, oggi unica strada che sembra condurre al successo un libro è segnata dall’apparizione televisiva. Per quel che concerne la ‘normalità’, invece, tra i motivi facenti capo al successo di un libro vi è sicuramente la presentazione dello stesso con la presenza dell’autore.

13. Perchè un autore sconosciuto o poco noto, spesso é costretto a ricorrere all’editoria a pagamento o ad acquistare un numero significativo di copie del suo libro?

Punto dolente, spesso criticato a torto. In primis, meglio rendere noto come lo svolgere l’attività editoriale richieda tempo, professionalità e dedizione (nonché una dose fissa e non indifferente di tasse cui fare fronte e di spese da affrontare), tutte cose che impiegate in ogni altro ‘lavoro’ richiedono giustamente una retribuzione o una ‘entrata’. Esattamente come per chi svolge l’attività di grafico, correttore di bozze, impaginatore per rimanere nel campo dell’editoria. Sono infatti fermamente convinto che bisogna dare il giusto valore all’oggetto libro e al lavoro dell’editore. Diverso é invece lo sfruttamento volto all’arricchimento personale nell’assoluto disinteresse del materiale che si sta pubblicando: atteggiamento questo da condannare e da cui ogni autore dovrebbe stare in guardia. Più nello specifico, per quanto riguarda Terra d’ulivi edizioni, il contratto che essa propone richiede esclusivamente poche copie da acquistare (vendute all’autore con il 30% di sconto) quale semplice forma di impegno per chi vuole pubblicare in modo tale da creare una comune linea d’intenti tra editore e autore in vista del fine ultimo: il bene del libro. In più occasioni, infatti, l’inoperatività dell’autore ha danneggiato opere destinate, magari, a compiere qualche passo in più nell’unico cammino possibile di una produzione letteraria: la divulgazione.

  1. Cosa pensi del self-publishing?

Trattasi di un’attività amatoriale volta a trascinare ulteriormente verso il baratro l’odierna produzione letteraria italiana. L’autore, infatti, spesso poco si intende delle attività riguardanti l’aspetto della pubblicazione, sfera che richiede diverse specializzazioni concernenti l’impaginazione, la grafica o l’editing. L’autopubblicazione, infatti, non fa altro che convincere molte persone di esser in grado di poter svolgere ogni singola attività legata alla pubblicazione del libro con risultati spesso deludenti.

  1. Perchè la promozione e la distribuzione raramente risultano essere intense e capillari?

Promuovere e distribuire fisicamente un libro ha un costo di diverse migliaia di euro. Ovvio che una piccola casa editrice come terra d’ulivi edizioni, autonoma e indipendente, oltre che nata con lo scopo ben preciso di fare spazio in senso qualitativo senza ‘sfruttare’ economicamente l’opera in cui crede, non ha i mezzi economici per ‘gareggiare’ in tali attività (peraltro spesso inutili oggi) alla pari con colossi editoriali quali Mondadori, Einaudi, Rizzoli, etc. Ciò nonostante i libri di Terra d’ulivi viaggiano in tutta Italia e sono presenti in ogni catalogo e libreria online: il presente e il futuro del libro sono costituiti anche da questi canali. Inoltre è possibile ordinare i libri della casa editrice in qualsiasi libreria fisica del territorio nazionale. In definitiva, chi tiene davvero all’acquisto di un libro (anche se edito da una piccola casa editrice) non incontra alcun tipo di difficoltà.

16. Gli scrittori della grande distribuzione hanno davvero grandi qualità o il loro successo è costruito a tavolino? Gli stessi romanzi di successo sembrano elaborati per farne dei best sellers intercettando i gusti e le propensioni di lettura del grande pubblico. Best sellers infatti non significa grande letteratura. Ma poi esiste ancora la grande letteratura?

Le prime parti della domanda vedono le risposte nella stessa e nella logica che rende operante ogni essere umano. Per quanto riguarda la ‘grande letteratura’, volgendo lo sguardo al passato sembra piuttosto evidente come la qualità letteraria sia, in un certo senso, in discesa come del resto tutta l’arte, non solo quella legata al campo letterario. Questo, però, non significa assenza assoluta di persone in grado di eccellere nella scrittura. Ogni casa editrice che si rispetti dovrebbe, da un punto di vista etico-professionale, operare scelte basate esclusivamente sulla qualità: questo è esattamente lo scopo di Terra d’ulivi edizioni. Essa è infatti una casa editrice in grado di compiere scelte coraggiose e legate alla coerenza del proprio atto di nascita: tentare di dare lustro alla piccola editoria italiana, compiendo scelte spesso ‘coraggiose’.

  1. Quando va bene quante copie vende un libro di poesia? E un libro sulla poesia?

Gli aspetti di carattere commerciale interessano in misura marginale a Terra d’ulivi. Il fatto stesso che essa dia ampio spazio alla forma espressiva più nobile della scrittura rappresentata dalla poesia, nonostante sia questa da diversi decenni ormai commercialmente nulla, dimostra la mia precedente affermazione. Quando va bene solitamente un buon libro di poesia è in grado di percorrere una strada segnata anche da un discreto numero di copie vendute.

  1. Come si può orientare il lettore che cerchi la qualità nel mare magnum delle pubblicazioni attuali?

Credo che ogni lettore debba affidarsi alla propria coscienza letteraria e di conseguenza operare le proprie scelte riguardanti la lettura.

  1. Parlando di traduzioni, quali caratteristiche deve avere secondo te una buona traduzione?

Le traduzioni letterarie, come anche l’editing e tutto ciò che concerne la ‘ristrutturazione’ di un testo, devono soprattutto rispettare l’anima dell’opera su cui esse agiscono.

  1. In definitiva editori si nasce o si diventa?

Entrambe le cose.

 

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