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In quest’era digitale e di connessione globale, caratterizzata da ipercomunicazione ed esplosione delle scritture di massa, la produzione propriamente letteraria ha subìto una crescita tanto vertiginosa da creare una situazione di saturazione permanente e di sovrapproduzione continua e percussiva del mercato in termini di offerta, più che di domanda. Ci siamo chiesti allora se esistono dei criteri selettivi per distinguere la scrittura di qualità da sfoghi diaristico-confessionali o dalle velleità scrittorie di principianti ed ego ipertrofici. Certo non è facile individuare criteri oggettivi e indiscutibili perché gusto, soggettività e mercato sono elementi condizionanti. Sul palcoscenico del mondo letterario tuttavia non operano solo gli scrittori, che con fantasioso parallelismo potremmo definire gli attori, ma anche gli editori che, insistendo nel paragone, ne sono i registi. Entrambi sono artefici della qualità della produzione letteraria corrente, i primi perché la creano, i secondi perché la selezionano e la diffondono.

Ecco perché, dopo gli scrittori, abbiamo pensato di rivolgere una serie di domande a coloro che, nel concreto determinano la “produzione” attuale del mercato, nella speranza che possano dare un contributo chiarificatore in termini di orientamento nella giungla iperscrittoria presente, per cercare di capire come viene gestita una casa editrice, conoscere le politiche editoriali e culturali correnti e i metodi di selezione del prodotto da pubblicare.

Oggi intervistiamo: ARTURO BASCETTA (direttore editoriale di ABE NAPOLI)

Barbara Ciarcia premiata da Arturo Bascetta Editore - 25 anniversario casa editrice abe premio alla carriera copia

Barbara Ciarcia premiata da Arturo Bascetta Editore – 25 anniversario casa editrice Abe Premio alla carriera

  1. Com’ è cominciata la tua attività di editore?

Perchè io ed altri amici giornalisti volevamo pubblicare libri a stampa tipografica vera, non fotocopie digitali, ma gli editori di Napoli chiedevano 2/3 milioni di lire.

2. Si diventa editori per vocazione, per scelta o per necessità?

Si comincia per scelta, si continua per necessità, lo si diventa per vocazione.

3. Come definiresti la tua linea editoriale?

Rampante, fresca. La nostra è una casa editrice fatta di giovani, intellettuali, ma soprattutto studiosi, archivisti, gente di cultura a cui piace la semplicità, cioè giornalisti, cronisti, autori che vanno al sodo, senza astrattismi.

4. Attraverso quali canali ti giungono i manoscritti?

Internet e contatti personali.

5.In media ogni anno quanti inediti ti pervengono e quali sono i criteri di selezione delle opere inviate?

30/40. Li sceglie il corpo redazionale presieduto dal Prof. Fausto Baldassarre.

6. Quante entrano a far parte del catalogo e come nascono le collane di un catalogo?

La metà. Esce un catalogo ogni 4 mesi in base alle stagioni e uno generale ogni anno.

7. Quanto contano nel tuo lavoro i criteri letterari e quanto gli orientamenti del mercato?

Più un libro è costruito e meno ci interessa. Cerchiamo biografie, monografie, raccontati, cronache, anche romanzi che abbiano un fine. Il mercato italiano è fermo. Funzionano ancora le fiere e la vendita diretta.

8. Noti delle differenze rispetto a qualche anno fa nella qualità e nella quantità degli inediti che ti giungono?

Sono più superficiali.

9. Come si è evoluta l’editoria con la connettività e l’era digitale?

In maniera negativa. Noi siamo contro il digitale e le fotocopie. Un libro va stampato con macchine a impressione, incollato e cucito. Un libro deve profumare di foresta, non puzzare di toner.

  1. Quali opere hai apprezzato maggiormente tra quelle pubblicate negli ultimi mesi anche da altri editori ?

Non posso rispondere alla domanda che riguarda opere di altri editori.

11. Ti ricordi il primo libro che hai pubblicato? Esiste un libro che hai voluto fortemente pubblicare e uno su cui eri scettico ma che poi si è rivelato un grande successo?

No.

12. Un editore oggi scommette ancora sulle qualità di un perfetto sconosciuto decidendo di pubblicarne l’opera, fungendo così da talent scout oppure è solo un’idea di editoria romantica e superata?

Perché no, è una delle motivazioni di questo lavoro.

13. Perchè un autore sconosciuto o poco noto, spesso é costretto a ricorrere all’editoria a pagamento o ad acquistare un numero significativo di copie del suo libro?

Perché magari è un libro che non interessa a nessuno e che vuole pubblicare a tutti i costi. Noi siamo a favore dell’editoria libera, gratuita o a pagamento è un falso concetto per l’editoria di nicchia. Un autore da 100 copie, le paga o non le paga cambia poco se il libro lo ha scritto per farlo comprare a 100 amici ed è privo di contenuti.

14. Cosa pensi del self-publishing?

Lo facevamo anche noi a scuola con il ciclostile.

15. Perchè la promozione e la distribuzione raramente risultano essere intense e capillari?

Perché i distributori non solo intascano fino al 60% del prezzo del libro, ma pretendono anche contributi a pagamento.

16. Gli scrittori della grande distribuzione hanno davvero grandi qualità o il loro successo è costruito a tavolino? Gli stessi romanzi di successo sembrano elaborati per farne dei best sellers intercettando i gusti e le propensioni di lettura del grande pubblico. Best sellers infatti non significa grande letteratura. Ma poi esiste ancora la grande letteratura?

Tutto a tavolino. Non esiste. Il vero scrittore è quello che vende negli anni, non in quindici giorni.

17. Quando va bene quante copie vende un libro di poesia? E un libro sulla poesia?

La poesia interessa solo ai poeti, ma piace agli amici. Vende a tutti quelli che conoscono il poeta. Un libro sulla poesia vende di più.

18. Come si può orientare il lettore che cerchi la qualità nel mare magnum delle pubblicazioni attuali?

Leggendo tutti i libri che vuole. Li trova ovunque.

19. Parlando di traduzioni, quali caratteristiche deve avere secondo te una buona traduzione?

Deve lasciare inalterati i toponimi originali.

20. In definitiva editori si nasce o si diventa?

Tutto si diventa. Anche editore di successo, calzolaio di successo o sarto di successo si diventa. E non perché ha successo un libro, ma se è risultato vincente l’investimento promozionale. Quanti autori che dieci anni fa scrivevano bestseller oggi vivono di articoli e perdono tempo sui giornali?

***

Arturo Bascetta è un giornalista prestato alla storia. Autore di centinaia di studi, ai quali ha dato inizio nel 1987, a soli 20 anni!, dopo che dall’Unesco di Napoli fu insignito dell’encomio morale, fece nascere la ABEdizioni, i cui autori hanno ricevuto premi nazionali per i libri editati, dalla medaglia d’argento del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (II PREMIO CITTA’ DI CASSINO), ai patrocini del MINISTERO DELL’AGRICOLTURA, del MINISTERO DELL’INTERNO, del PRESIDENTE DEL SENATO ricevuto dallo stesso Bascetta. Con il patrocinio dell’ASSESSORATO AL TURISMO della REGIONE CAMPANIA, dell’EPT di Avellino e Benevento, dell’ASSESSORATO ALLA CULTURA della REGIONE CAMPANIA e di una cinquantina di Amministrazioni Comunali, Bascetta ha realizzato documentari per le scuole e pubblicato anche storie di molti paesi campani, fra cui Montefusco, Altavilla, Monteverde, Ospedaletto d’Alpinolo, Sant’Angelo a Scala, Forino, Pietrastornina, Marzano di Nola, Montemiletto, Mercogliano, Quadrelle, Grottolella, San Potito Ultra, Roccabascerana, Moschiano, Pratola Serra, Torrioni, Rotondi, Cervinara, Mugnano del Cardinale, Sirignano, Caposele, Solofra – S.Agata, Calabritto, Cassano Irpino, Lioni, Venticano, Summonte e Capriglia. E le monografie su uomini illustri quali Gaetano Perugini, Paolo Anania De Luca, Gian Pietro Carafa, Andrea Mattis, Antonio Di Pietro, Balduino Migliarese, Frank Guarente, Francesco Federici, Sabatino Minucci. Libri degni di nota di cui è autore, fra le oltre cento pubblicazioni editate, sono Le regine di Napoli: Isabella del Balzo (2011), Isabelle de’ Clermont (2011), Isabelle de Lorraine (2010), Iovanna II d’Angiò (2009), Giovanna la Pazza (2007), Giovanna d’Aragona (2005), Germana dei Fusi (2003), L’Esercito di Franceschiello-Gli ultimi giorni del Regno delle Due Sicilie (1997), Le Chiese di ogni tempo (1998), Storie per un libro (1986), Il tesoro del Marchese Amoretti (1998), Ricettario del Partenio e della Valle Caudina (1999), Storia nel Latium Antiquum di Nuvla e Yria (2000), Il Principe di Avellino Francesco Marino II Caracciolo (2001), Catasti Onciari del Regno di Napoli, Avellinesi del 1700 (2002), Avellinesi del 1800 (2003), Le Regine di Napoli (2004) in 10 volumi, Lucrezia Borgia: Nozze fatali (2007), Salerno (2009), Benevento prima e dopo il terribile terremoto del 1348 (2011), SFORZA da Benevento all’Aquila, da Napoli a Spoleto (2012).
Negli ultimi anni ha studiato e pubblicato decine di libri sulle abbazie dell’Alto Medioevo, puntando l’attenzione sulle diaconie e le Civitate armene italiane precedenti l’invasione dei Normanni slavi del Guiscardo a Salerno. Libri premiatissimi sono quelli sui Martiri di Atrani, Atrano di Lurano, Il Principato Citra, S.Trofimena di Minori, la Lomgobardia di Minori, etc.
Nel 1988 ha inoltre ricevuto dall’Unesco di Napoli il premio BIBLION Un libro aperto alla cultura presso lo storico Caffè Gambrinus; nel 1991, il riconoscimento Cillo Palermo dall’Accademia Partenopea e, nel 1996, quello dell’Associazione Arte & Libertà.Nel 1998 gli è stato concesso dall’ASSESSORATO ALLA CULTURA della REGIONE CAMPANIA la possibilità di usufruire del patrocinio e dello stemma per le opere edite e, nel 1999, ha ricevuto il patrocinio cerimoniale del PRESIDENTE DELLA GIUNTA della REGIONE CAMPANIA per il libro “1899-1999 – Cent’anni di trattorie”. Su incarico dall’Amministrazione Provinciale di Caserta di redigere la storia di molti dei 104 paesi della Provincia nella Collana Catasti Onciari in Terra di Lavoro, cominciando da Santa Maria Capua Vetere e da Caserta, mentre si appresta a pubblicare la Collana Catasti Onciari in Principato Ultra, voluta dal presidente della Provincia di Avellino, e a continuare quella più in generale denominata Catasti Onciari del Regno di Napoli con il patrocinio dell’Assessorato Cultura della Regione Campania.
Giornalista già direttore di tv locali e testate a diffusione locale o regionale, quale responsabile di redazioni periferiche a Procida, Ischia, Bacoli, Pozzuoli, Lucrino, Napoli, Avellino, Atripalda, Mercogliano, Pietrastornina, Cervinara, Frattamaggiore, nonchè inviato di diversi quotidiani, ha curato come addetto stampa convegni e manifestazioni regionali per enti, associazioni e partiti, oltre che Tribune Politiche trasmesse da Rai Tre Campania. I suoi scritti sono parzialmente visionabili in tutto il mondo nei principali siti internet, anche digitando il solo nome Arturo Bascetta in uno dei maggiori motori di ricerca esistenti sul web come Google. I premi degli ultimi anni avuti per i libri sulla storia antica, vedono in ascesa la teoria sulla forte presenza degli Armeni e dei Costantinopolitani prenormanna in tutta Italia, che sono ormai l’anima dei suoi studi che solo fra il 2013 e il 2016 sono stati premiati una decina di volte.

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