Tag

, ,

Quindici anni fa avveniva l’attacco alle Torri gemelle di New York: una data, quella dell’11 settembre 2001 che ha veramente cambiato il mondo mentre invece gli uomini non sono cambiati, non comprendono ancora quanto la storia insegni e quanto sia necessario preservare e difendere la pace, nonostante sia delicata come gli steli dei fiori. Alle vittime dell’11 settembre, ma anche di tutte le guerre, va il nostro pensiero che si traduce in poesia, attraverso le voci di Wisława Szymborska e di Mario Luzi. Per non dimenticare.

Fotografia dell’11 settembre
Sono saltati giù dai piani in fiamme –
uno, due, ancora qualcuno
sopra, sotto.

La fotografia li ha fissati vivi,
e ora li conserva
sopra la terra verso la terra.

Ognuno è ancora un tutto
con il proprio viso
e il sangue ben nascosto.

C’è abbastanza tempo
perché si scompiglino i capelli
e dalle tasche cadano
gli spiccioli, le chiavi.

Restano ancora nella sfera dell’aria,
nell’ambito di luoghi
che si sono appena aperti.

Solo due cose posso fare per loro –
descrivere quel volo
senza aggiungere l’ultima frase.

Wisława Szymborska

 ***

11 settembre

Dimettete la vostra alterigia
sorelle di opulenza
gemelle di dominanza,
cessate di torreggiare
nel lutto e nel compianto
dopo il crollo e la voragine,
dopo lo scempio.
Vi ha una fede sanguinosa
in un attimo
ridotte a niente.
Sia umile e dolente,
non sia furibondo
lo strazio dell’ecatombe.

Si sono mescolati
in quella frenesia di morte
dell’estremo affronto i sangui,
l’arabo, l’ebreo,
il cristiano, l’indio.
E ora vi richiamerà
qualcuno ai vostri fasti.
Risorgete, risorgete,
non più torri, ma steli,
gigli di preghiera.
Avvenga per desiderio
di pace. Di pace vera.

Mario Luzi

Annunci