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La poesia che propongo oggi per il tema del silenzio è di Raffaella Terribile. Ho chiesto ad Emanuele Dello Strologo di poterla accompagnare con tre sue foto, e, col suo consenso, accosto tre scatti d’autore.

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L’associazione di immagine e parola è sempre stimolante, anche perché la stessa parola si fa immagine evocando scenari, visioni, particolari che si “materializzano” nel nostro pensiero, quasi li vedessimo con gli occhi della mente. Noi  tutti, leggendo, proiettiamo le parole nell’immaginario e se pensiamo ad una strada, la immaginiamo non come le moltissime strade che abbiamo visto nella nostra esistenza, ma come quella particolare che evoca l’architettura delle parole, allo stesso modo un cancello che s’apre è un preciso cancello di ferro che abbiamo pensato e se il testo lo dice verde, verde diventa il cancello nel pensiero, se la parola dice che il cancello si chiude, il cancello non s’apre ma si chiude. Accade che attraverso le parole e il significato dato alla parola, essa diventa idealmente immagine, una sorta di film che mentalmente proiettiamo. Allo stesso modo l’albero di melograno, la finestra spalancata sul cortile, la pioggia d’argento che cade, la rosa nel vaso di cristallo. Sono descrizioni di oggetti e di azioni che accendono nella nostra mente un corrispondente “fotografico”, una suggestione visiva ch’è frutto di evocazione, esperienza, memoria che si attiva provocata dal potere magico delle parole. Potremmo dire quindi che la parola “costruisce” immagini.

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La capacità delle parole di “costruire” immagini, in questo testo di Raffaella Terribile è particolarmente esaltata, esso si svolge con tre o quattro “descrizioni visive” che ci fanno “vedere” gli oggetti, le azioni: una strada che si snoda sulle colline, la tela ch’è tutta un brulicare di punti ciechi,  una mano invisibile, una trama fitta di piccoli segni, e persino volendo i silenzi buoni. Perché i silenzi buoni per poter essere compresi devono passare dall’osservazione di scene, rapporti e azioni che ci consentono di qualificare quel silenzio; il silenzio così si veste di un significato, che non è indifferenza, ma appunto manifestazione di bontà. Anche qui dunque l’espressione scelta dal poeta suggerisce tutta una serie di possibili visioni, dal sorriso di una madre, all’assenso di un maestro, dal segreto mantenuto, agli sguardi che comunicano, da un tacere amico all’abbraccio di una coppia protetta da  un ombrello sotto una pioggia gentile.

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foto di Emanuele Dello Strologo

 

Probabilmente è per queste ragioni che ho desiderato accostare delle immagini alla poesia ed ho pensato a un fotografo, come Emanuele Dello Strologo, capace di far “parlare” le immagini, offrendo scatti densi di emozioni e di plastica drammaticità.

Vi lascio quindi alla lettura della poesia di Raffaella Terribile e alla visione delle fotografie di Emanuele Dello Strologo.

 Loredana Semantica

 

sono le ore della distanza

di una strada che si snoda sulle colline

quando il silenzio si fa immagine

la tela riprende a brulicare

punti ciechi, lasciati da una mano

invisibile.

il disincanto non si vede, nella trama

fitta di piccoli segni

esistono anche silenzi

buoni.

Raffaella Terribile

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