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Fiorire – è il fine –  chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze

coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno –

Colmare il bocciolo – combattere il verme –
ottenere quanta rugiada gli spetta –
regolare il calore – eludere il vento-
sfuggire all’ape ladruncola-

non deludere la natura grande
che l’attende proprio quel giorno –
essere un fiore, è profonda
responsabilità –

Emily Dickinson

Da girovaghi del web accade che si facciano incontri d’arte sorprendenti, dove talento e lavoro si fondono armonicamente restituendo grazia, stupore e spettacolo, in una sola parola: arte.

Noi di Limina mundi ricerchiamo la bellezza delle cose, non potevamo dunque restare indifferenti al video LUDI FLORALES, pubblicato su Vimeo e scoperto grazie a facebook. Lo proponiamo in visione, preceduto dalla poesia di Emily Dickinson e seguito da un nostro commento.

Il video è realizzato in time-lapse una tecnica cinematografica che riproduce in un breve arco di tempo fenomeni che hanno una certa durata nel tempo dunque poco percettibili dall’occhio umano o non visibili ad occhio nudo. La frequenza di cattura di ogni fotogramma è di molto inferiore a quella di riproduzione così la successione velocissima degli scatti e le fotografie macro permettono di poter osservare in accelerazione eventi, quali la crescita dei vegetali, il sorgere o il tramontare del sole il movimento delle nuvole, impercettibili ad occhio nudo.

Nei documentari naturalistici abbiamo potuto ammirare altre volte questa tecnica e riproduzione, ma generalmente è applicata a eventi in sé bellissimi, di una bellezza ben nota, quali l’aurora boreale, lo sbocciare di rose, gigli o tulipani, tutti colore e sfumature. La singolarità del video di Bavari è aver posto attenzione alla terra, scavandovi dentro con l’occhio cinematografico a cercare le radici, che si allungano vive e biancastre come fossero vermi intrecciandosi tra loro e affondando nel buio, mentre spingono vita ai germogli, attenzione ai germogli che sollevano teneri il capo, fragili quasi fossero vetro, al trifoglio comune che invade i campi e cresce fremendo e tremando nel sole, ai fiori di campo dai mille petali che sbocciano felici e selvatici in barba alle serre, alle felci che srotolano cuspidi, ai funghi rapidi nel crescere e avvizzire, alle ife e muschi che esplodono come fuochi d’artificio percorrendo gialli e schiumosi il piano con le “dita”, alla vita del bosco e sottobosco segreta a spontanea ma tremendamente viva e potente.

La potenza vitale è stata sottolineata dalla scelta della base musicale, Mimosa hostilis un brano strumentale degli Zu, gruppo di musica sperimentale, dominato dal ritmo e dalle percussioni, tra il rock, metal, punk e jazz che commenta con perfetto tempismo i fenomeni più travolgenti che le immagini restituiscono.

In conclusione osservare il processo di germinazione e crescita ad alta definizione di erbe, piante, fiori, funghi significa fermarsi a guardare, fare dello sguardo osservazione, per riuscire a cogliere l’attimo, l’evidenza del dettaglio, il dettaglio che però non è secondarietà, ma origine e vita, a cui si connettono su un piano ontologico naturalità e necessarietà, elementi ai quali noi, travolti da una quotidianità frenetica e banale prestiamo sempre e colpevolmente ben poca cura, respingendo la nostra più autentica natura di esseri in simbiosi con la terra.

Loredana Semantica e Deborah Mega

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