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foto di Loredana Semantica

Queste sono le belle margherite che invadono i campi da aprile a giugno, formando grandi distese di un bel giallo vivo e solare. E’ la pianta del tripudio di primavera. L’avreste detto che è un crisantemo?  Si chiama chrysanthemum coronarium o glebionis coronaria, coronato per la disposizione dei petali attorno alla corolla. Il nome Chrysanthemum deriva dal grecoΧρύσεος” “aureo” e “άνθος” “fiore” cioè “fiore d’oro“.

Cresce spontaneo nei campi incolti in quasi tutta l’area mediterranea al di sotto dei 600 metri d’altitudine ed in Asia orientale, ma è anche usato come fiore ornamentale, ha portamento eretto e arriva ad un metro e trenta centimetri di altezza. Le sue foglie hanno un aspetto caratteristico molto frastagliato, di un bel colore verde.  Proprio le foglie lo distinguono da altre Asteracee, il cui fiore è molto simile, ma che hanno le foglie di forma ovale e/o dai margini seghettati. E’ chiamato anche comunemente fiore d’oro o crisantemo giallo. Il titolo che ho dato al post deriva dal nome con cui è noto qui in Sicilia.

Spesso considerata pianta infestante, studi condotti in Sardegna hanno dimostrato che favorisce la produzione di latte degli animali da allevamento, è usata nella cucina Asiatica per zuppe e contorni nell’alimentazione umana, tuttavia risulta che a lungo andare abbia effetti tossici. Qui in Sicilia il crisantemo campestre è molto apprezzato oltre che dagli animali al pascolo, anche dalle chioccioline bianche (con o senza spirale sul guscio) chiamate babbaluci, vavaluci o vaccareddi. Una pietanza da intenditori.

babbaluci

Il crisantemo però non è solo quello coronato, ne esistono molte varietà e colori  ed è coltivato in molte parti del mondo come fiore ornamentale,  nei crisantemi coltivati la corolla si arricchisce di petali fino a rendere il fiore  un globo di petali colorati.

Diversa la simbologia del crisantemo. In Corea e in Cina è il fiore delle feste,  in Giappone è il fiore nazionale, nel mondo orientale, a differenza che in quello occidentale, dove è tradizionalmente considerato il fiore dei morti, il crisantemo simboleggia la vita.

Esso è oggetto di raffigurazioni in opere d’arte: nei dipinti, nei tessuti ricamati e citato in letteratura. Qui due esempi in forma poetica delle opposte visioni occidente/oriente del crisantemo. A seguire tre splendide raffigurazioni in arte: Renoir, Tissot, Degas.

Nei giardini taciti e negli orti
nascon, quasi piangendo, i fiori estremi
dall’odore amarognolo: i crisantemi,
i crisantemi per i nostri morti.

(Marino Moretti)

Sul crisantemo bianco
non si vede nemmeno
una traccia di polvere.

(Matsuo Basho)

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August Renoir, Vaso di crisantemi

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James Tissot, Crisantemi

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Edgar Degas, Donna con crisantemi

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