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Diamo avvio oggi ad una nuova rubrica dedicata alle interviste di autori, poeti e scrittori potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti; le interviste saranno pubblicate qui su LIMINA MUNDI in linea di massima il lunedì.

Il titolo dell’intervista che proponiamo oggi indica che lo scambio di domande e risposte è rapido e conciso. Nelle risposte non è permesso dilungarsi oltre tre righe. Colpo su colpo, come i bottai che ne assestavano ai fasci di legna della botte e ai cerchi che li stringevano, attività dalla quale deriva il noto detto: “Un colpo al cerchio e uno alla botte”. Qui da intendersi non tanto nel senso di mantenere l’equilibrio in una situazione scomoda, ma, piuttosto in quello del convergere, tra botta e risposta, al risultato comune di raccontare con le parole dei poeti il mondo della poesia.

Questa è un’intervista “tipo” che sarà sottoposta anche ad altri autori oltre a quello intervistato oggi che è FERNANDA FERRARESSO.

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  1. Che cos’è per te la poesia e che cosa é in grado di esprimere?

Un salto dentro tutto ciò che sta nel mondo,  al di qua di quanto ci è permesso di osservare e non vediamo perché serve il coraggio di un’anarchia di pensiero, serve andare fuori dagli schemi, dalle regole, dai canoni… a manciate come sassate o fiori/lanciare le parole/che vadano a costruire ponti/o sommosse.

2. Quando e in che modo ti sei avvicinata alla poesia?

Fin da bambina, piccolissima. Mia madre me la leggeva e mi aiutava a memorizzarla, ancora non sapevo leggere e all’epoca i maestri non volevano avere bambini che già lo sapessero fare.

3. Chi sono stati i tuoi maestri o meglio i tuoi punti di riferimento?

Se si intendono maestri di poesia sono venuti tardi, arrivo da un percorso non letterario. Amati: Borges, Char, Saenz, Jabes, Bonhoeffer, Celan, Rilke, Pessoa, Cvetaeva, Ortese, e tanti altri perché io mi considero profondamente ignorante.

4. Ricordi il tuo primo verso?

Appartiene alla raccolta Migratorie non sono le vie degli uccelli : “mi sono fatta piccola/piccola dentro il blu che mi respira/…//mi immerge nell’immenso//una continua creazione”.

5. A chi si rivolge la tua poesia? 

Sempre all’altro, al tu, che poi sono tutti i me stesso che mi danno modo di riconoscermi, e sono materia di terra, cielo, universo, senza alcuno scarto.

6. E’ stata dichiarata la morte della poesia  e la sua marginalità nell’età della tecnica. In libreria i libri dei poeti contemporanei sono poco presenti e spesso relegati in un angolo, solo i classici godono ancora di un certo prestigio. Di contro c’è un fiorire di readings, di concorsi letterari e di premi. Tu cosa pensi di tutto questo?

Questa dichiarazione l’ho ascoltata e letta così tante volte che la considero inutile. La poesia non appartiene a nessuno ed è di tutti coloro che desiderano incontrarla, anche con difficoltà, anche nei ripiani semivuoti, affidandosi al caso. La poesia vive della sua imprendibilità e della sua universale appartenenza. All’ascolto di chi vuole sentire in sé, attraverso di sé il mondo, la vita, non il poeta, che è un accidente qualsiasi che rende possibile questa soglia.

7. C’è chi tenta un coinvolgimento nei fatti sociali del suo tempo, chi invece ritrova la verità della poesia e della vita nella sua Arcadia più o meno felice. Tu dove trovi ispirazione? E come nascono le tue poesie?

Per strada, in casa, nella professione, dovunque mi trovi, ogni attimo, qualunque cosa mi muove all’ascolto, niente è fuori da questa attenzione, per cui qualsiasi motivo o argomento o problema si approssimi mi smuove a dire il mio coinvolgimento: non siamo fuori dal mondo ma siamo il mondo, ogni attimo.

8. Secondo te i giovani di oggi amano ancora la poesia?

Sì, serve portargliela però, e fargliela sentire, non attraverso l’udito soltanto ma con tutti i sensi, con il corpo tutto, con l’ascolto profondo e anche con l’intuizione e l’immediatezza prodotti dal gioco di ogni parola.

9. Che importanza è attribuita oggi alla poesia dal nostro sistema d’istruzione?

Molta e poca insieme, dipende dagli insegnanti, il sistema principale è inutile considerarlo, è semplicemente paleozoico.

10. Ci sono degli orientamenti prevalenti nella poesia italiana ed europea?

La poesia di genere non ha senso, poiché chi scrive è un’antenna in ascolto di tutto quanto è il suo corpo, non in senso fisico o emotivo strettamente personale, tutto quanto è universo è il nostro corpo, partendo da ogni zolla che calpestiamo, bolo d’aria che respiriamo, cibo che mangiamo, migrazione, uccisione, clima… La poesia italiana? Mi sembra una zuffa a chi sta di più in vetrina. Fuori confine varia ma non so dire con precisione per cui me ne sto zitta.

11. La poesia è in grado di influenzare il linguaggio?

Secondo me esiste una biunivocità di relazione, andata e ritorno dall’uno all’altra, riflessione, sono la stessa sostanza solo che la poesia supera il linguaggio convenzionale e ogni genere di linguaggio le appartiene, per costruirne uno in cui all’interno c’è anche: spazio tempo fiato ritmo silenzio.

12. Può avere un ruolo politico? 

Ogni parola è gesto politico.

13. E’ cambiato il “mestiere” del poeta nel tempo?
Il poeta che vive solo di poesia o vive in altro stato oppure …gioca d’azzardo. Quasi tutti hanno un altro lavoro con cui mantenersi in grado di scrivere.

14. Alfonso Berardinelli ha sostenuto che oggi chi scrive versi non dovrebbe considerare valido nessun testo se non regge il confronto con un articolo di giornale o con una canzone. Intendeva probabilmente dire che i poeti contemporanei non sono capaci di comunicare con il lettore. Tu cosa ne pensi?

Visto che gli articoli di giornale di oggi falsificano la realtà a vantaggio del potere che li dirige direi che la poesia deve proprio infischiarsene del giudizio di un critico che forse ama fare polemica ma non guarda alla mandorla ormai amarissima di quanto afferma. Il commercio di sé, il mercato è la sorgente prima di quelle fonti, giornali e canzoni, ma poesia s’infischia di tutto questo oppure si smercia al supermercato del libro. Ma tutto questo versi-fic(c)are nella carta non è poesia.

15. Attualmente in che stato di salute versa la cultura italiana ed in particolare la poesia?
Domanda a cui mi sembra ridondante rispondere: si vede dovunque, parla da sé ciò che si vive.

16. Il nome di un autore poco noto che meriterebbe di essere rivalutato.
Molti purtroppo e tutti valgono ma è uno sguardo e una valutazione personale…e ho detto che sono molto ignorante.

17. C’è ancora bisogno della poesia oggi e perché?
Perché non basteranno tutti i poeti già nati e quelli che ancora devono venire per dire che poesia è finita e…

Nell’universo, ci sono cose  note e  cose
che sono sconosciute, in mezzo, 

ci sono  porte.
– William Blake

per conoscermi
devo dimenticare che esisto
in questo spazio tra me e  gli altri
in cui ogni volta mi costruisco
nell’imperfetto svolgimento di un tema così comune
e sconosciuto al tempo stesso
c’è sempre la vita di mezzo c’è troppo
e sempre così poco di me stesso attento
un fingimento per starsene un poco discosto
per restarsene all’ombra di qualcosa d’altro
e quando mi pare d’essermi finalmente perduto
ciò che vedo è un bosco
sempre lo stesso
fitto di gente e bestie e allora un poco io credo
penso che sto cominciando a conoscere me stesso

da Ancora dentro il labirinto

fernanda ferraresso

NOTA BIOGRAFICA

Nata a Padova nel 1954, laureata in architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, si occupa di progettazione architettonica, arredamento, grafica e design, ama tutti i generi di espressione d’arte. Già docente presso il Liceo Artistico e Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova, ora insegna al Liceo Artistico A. Modigliani nella stessa città, dopo un lungo periodo di insegnamento presso il Liceo Artistico di Rovigo in cui ha stretto amicizia con Marco Munaro iniziando una collaborazione con lui in più progetti ( La Bella Scola, Herbert, La memoria e i suoi giorni). Ha svolto ruolo di coredattrice all’interno del gruppo di VDBD, il blog, ed è presente con suoi articoli nella rivista on line dello stesso gruppo. Ha partecipato ad alcuni concorsi vincendone (Rabelais 2006 e 2007) e/o posizionandosi nella rosa dei primi dieci (Premio Teramo per un racconto 1998), Concorso Internazione di Poesia-Prata Sannita- L’iguana 2014 dedicato ad Anna Maria Ortese, ha ricevuto il primo premio per la raccolta Nel lusso e nell’incuria Edizioni Terra d’Ulivi 2014, nel 2015 ha ricevuto il primo premio al Concorso Internazionale Alda Merini-Brunate per la raccolta Voci oltre e altre cose storte– Edizioni Terra d’ulivi 2015. Per i tipi de Il Ponte del Sale ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo Migratorie non sono le vie degli uccelli (2009) e ha partecipato alla Lettura dei primi nove canti del Purgatorio, proponendo un attraversamento del canto VIII, nella raccolta Ombre come cosa salda (2009). Con LietoColle Editore ha pubblicato MAREMARMO (2014- Menzione d’onore Premio Città di Sassari) e appare nelle raccolte Luce e notte (2008), L’ustione della poesia (2010);con Terra d’Ulivi -Elio Scarciglia Editore, Voci oltre e altre cose storte (2015)- Primo classificato- poesia edita- Premio Internazionale Alda Merini-Brunate 2015Nel lusso e nell’incuria (2014- Primo classificato – poesia edita. Concorso Internazionale L’iguana-Omaggio ad Anna Maria Ortese) e Dimmi se (2013- secondo posto Premio Bellizzi- Salerno). Suoi testi appaiono in CFR Ed. nelle raccolte Cuore di Preda (2012) , Il ricatto del pane (2013), Cronache da Rapa Nui (2013), Keffiyeh-Intelligenze per la pace (2014) ;  con Lucaniart: “Scrittori & ScritturaViaggio dentro i paesaggi interiori di 26 scrittori italiani (2012); con Edizioni L’Arca Felice Le trincee del grembo (collana Scritture clandestine a cura di Maria Pina Ciancio e  Teresa Anna Biccai per Associazione Lucaniart) (2014) ;con Rayuela Edizioni “Sotto il cielo di Lampedusa” (2014).
Si sono occupati della sua poesia: Sebastiano Aglieco, Luigia Sorrentino, Marco Scalabrino, Maria Pina Ciancio, Anna Maria Curci, Abele Longo, Francesco Marotta, Fabio Simonelli (recensione  nella rivista Poesia-Crocetti Editore-Settembre 2009-N.241), Davide Castiglione, Milena Nicolini, Ugo Entità, Enzo Campi, Giulio Gasperini, Adriana Ferrarini.
Numerosi suoi testi sono presenti in rete in molti siti che si occupano di letteratura e d’arte.
Dirige il blog CARTESENSIBILI: https://cartesensibili.wordpress.com/

 

 

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