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il_570xN.988397625_qdeqOggi è la festa della mamma, ma io non scriverò un articolo per le mamme del mondo, per lodare quell’istinto che è un misto d’amore e protezione innato in ogni femmina, anzi confesso che quest’anno ho trovato particolarmente insulsi tutti gli articoli e le immagini stucchevoli dedicate alla festa mamma.

Stucchevoli le rose, sdolcinate le margherite, false e ipocrite le nuvolette rosa, e  la scritta in azzurro brillante o verde fosforescente “Happy mother day”; vacue tutte le immagini di mucche col vitellino, di uccelli con il pulcino, la gatta con il micino, la pecora col suo agnellino, e poi scimmie, leoni, giraffe ed elefanti, tutte mamme mammifere, coi cuccioli sotto l’ala o la zampa, agguantati con la bocca, trasportati sulla schiena o aggrappati sotto la pancia.

E non perché io non capisca l’importanza di questa figura, sono una mamma anch’io, ho anche la fortuna di avere una mamma che oggi sono andata a trovare, alla quale ho fatto gli auguri e ho portato un’euphorbia splendens graziosissima e fiorita, anche perché la mia mamma non gradirebbe nessun altro regalo, al punto che ormai la pianta della festa della mamma è diventata una sorta di tradizione.

Nemmeno desidero parlarvi di lei, della mia mamma, di quant’è in gamba, di quanto lo sia stata, di quanto sia ancora bella, nonostante gli anni, con i suoi magnifici occhi azzurri e l’ovale speciale del viso dagli zigomi sfrontatamente alti

E tutto questo che non vi dico non è perché non voglia rendervi parte di aspetti emozionali e profondi della mia vita o non riconosca le virtù di madre come fondanti l’umanità stessa, ma è perché c’è una notizia che da un po’ giganteggia nei miei pensieri. Non si tratta del Siracusa che oggi è passato in Lega pro,  né dei Siracusani che per questo organizzavano nel pomeriggio cori in corso Gelone, attendendo i leoni vittoriosi dalla trasferta a Rende.

La notizia è aver appreso che sindaco di Londra è stato eletto Sadiq Khan, uomo di origini pakistane e per di più mussulmano. Ieri, appena letto l’articolo da un link comparso sulla home page di facebook, ho avuto un moto immediato di sorpresa e di timore: un mussulmano? Possibile? Mi chiedevo. Sarà un errore, uno scherzo. E invece le ricerche svolte mi rimandavano la foto di un uomo brizzolato, ben pettinato e sorridente, ma dalla carnagione e fisionomia indubbiamente ben lontane dal tipo anglosassone, presentato come il vincitore delle elezioni a sindaco di Londra.

Sadiq Khan, avvocato brillante, difensore dei diritti umani, ha abitato da bambino le case popolari, quinto di otto figli, il padre pakistano emigrato negli anni sessanta. Sadiq è sposato, la moglie  è anch’essa un avvocato, hanno due figlie.

Man mano che cercavo notizie per saperne di più, mentre leggevo i commenti di coloro che attribuivano la vittoria di Khan alla drastica riduzione di popolazione londinese a Londra, io invece riflettevo sulla tradizione dei britannici d’essere sempre un po’ più avanti, indipendenti nel pensiero, profondamente democratici, sulla loro capacità di prevenire i cambiamenti epocali, di percepire il vento di innovazione e tradurlo in scelte e decisioni.

Ecco alla fine l’illuminazione, i londinesi hanno capito. E’ tempo di cambiare, riconoscere agli emigrati accolti, stabilizzati, integrati, d’essere parte del proprio popolo, permettergli di governare in quanto abbiano le qualità e i programmi giusti, quelli che corrispondono alle aspettative, ai bisogni della popolazione e non è il colore della pelle, il paese d’origine, la razza o la religione a fare la differenza, quelli sono aspetti non rilevanti nelle scelte politiche. 

Un politico, un amministratore, un governante devono avere capacità e idee chiare, poi portarle a compimento. Ha convinto i londinesi Sadiq Khan e i londinesi non sono gli ultimi stupidi sulla faccia della terra, anzi probabilmente essi sono ben consapevoli che può esserci un presidente degli Stati uniti nero, un papa argentino, un sindaco di Londra pakistano e mussulmano e tutto questo quanto prima non sarà più rimarcato come novità  e motivo di sorpresa, ma sarà normale integrazione dei popoli, verso un futuro di coesistenza e armonia. Forse la nuova era dell’umanità comincia proprio da qui.

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