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In un primo momento Maria Rita Orlando, Deborah Mega ed io abbiamo pensato a lungo di chiamare questo blog NOSTOI o NOSTOS per evocare i lunghi viaggi degli antichi eroi di ritorno dalla guerra, ma abbiamo dovuto mestamente abbandonare questo titolo perché già “occupato” da altri “eroi” prima di noi. Allora abbiamo pensato, (soprattutto Deborah in verità) a Ulisse ed al suo girovagare PER L’ALTO MARE APERTO di dantesca memoria e avremmo voluto fare di questa espressione titolo del blog, tuttavia ci sembrava un sintagma troppo lungo perché potesse piacere, essere facilmente abbreviato, restare impresso nella memoria, specie per chi non riconoscesse in modo lampante la citazione. La memoria, lo sappiamo, comincia a far cilecca per tutti. Ma l’accantonamento definitivo è avvenuto quando abbiamo provato a usare l’acronimo dell’espressione: Per l’alto mare aperto e veniva fuori: PELAMA o ancor peggio PLMA che, diciamocelo senza remore, faceva pena. Bocciato questo titolo, tuttavia “ci abbiamo comunque lasciato il cuore”.

Vuoi mettere il mare sconfinato? Talmente grande che incute timore. Il mare che è la profondità degli abissi, la forza della natura che scuote e rinvigorisce, movimento continuo di onda e risacca, maree che occhieggiano alla luna, sprofondamenti e risalite, enormi marosi e pianure d’acqua, scenari meravigliosi di rocce e flora marina, sabbia e scogli, vita che nuota, che cresce e si rinnova. Tutto questo spiega perché per l’alto mare aperto è rimasto un leitmotiv diventando il sottotitolo del blog.

Tornando al titolo, una bella mattina, dopo ben due settimane di tentativi andati a male e frenetiche (si fa per dire) consultazioni in messaggistica, è venuto fuori il titolo LIMINA MUNDI che, misteriosamente, è piaciuto subito a tutte. Forse ci siamo “prese” per stanchezza, ma certo, non si può negare che questo sintagma si presta agevolmente ad essere acronimo: LIMU mi sembra suoni piuttosto bene. A me e Maria Rita sarà piaciuto per familiarità, perché in molte parole del dialetto siciliano la “u” finale va a piede di gallina, Deborah magari l’avrà trovato piacevole perché fa assonanza con lime: freschezza di giallo, di verde e d’agrume, tutte  avremo pensato  al limo che invade e fertilizza la valle del Nilo. Alla fine credo che per celerità tra noi lo chiameremo semplicemente LIMINA.

A parte le abbreviazioni di comodo, tornando al vero motivo dell’adesione al titolo scelto per il blog, credo stia nel fatto che, indipendentemente l’una dall’altra, Deborah, Maria Rita ed io, adottando questo nome abbiamo voluto fare omaggio alla libertà ch’è nel nostro spirito più autentico, libertà da costrizioni, consorterie e politiche del do ut des, libertà ch’è nell’indipendenza del nostro pensare, nell’autonomia delle nostre considerazioni, che possono trovare consonanza, ma non si adagiano sulla scia di nessuna stella di turno. Perché pensare è un viaggiare senza limiti, perché essere liberi significa innanzitutto poter pensare e poter esprimere il proprio pensiero, poterlo condividere, ed ogni incontro di pensiero è una sinapsi che produce altre idee ed altri pensieri in un processo che arricchisce e coinvolge senza aver mai fine, come una staffetta di menti che conduce verso un futuro che si spera sia di bellezza e benessere, potrei osare persino, proprio per non porre limiti e perché ho sempre avuto un debole per le utopie, la parola felicità.

Limina è il plurale dal latino di limen, che significa “confine”, mundi è il genitivo di mundus che significa mondo o meglio “del mondo”. Dunque noi siamo qui: ai confini del mondo.

Mundus in latino è anche aggettivo della prima classe,  significa pulito, ma anche, elegante e raffinato, e questo è un rimando che vale, perché, anche se manca l’esatta concordanza col sostantivo limina, va pure bene questo riferimento alla purezza e alla grazia,  non c’è dubbio che noi vogliamo  un mondo depurato dal male e pieno di grazia (altra evidente utopia), almeno da quello che scaturisce dalle menti umane perverse e votate all’approfittamento, al cinismo, indifferenza e cattiveria, che contrastarle non è lotta facile e non bastano mai le forze.

Noi siamo infine ai limiti del mondo. Non solo perché sappiamo l’ineluttabilità dell’isolamento, ma anche perché, pur anelando a raggiungere la Rocca di Gibilterra e oltre, stiamo, nel contrasto dell’essere, in un preciso luogo ch’è il nostro piccolo mondo, il cerchio al centro del quale noi siamo, e, nel contempo siamo consapevoli di avere le potenzialità di espanderlo, con gli strumenti che il nostro occhio e mente ci consentono, ampliandolo fino a comprendere tutto ciò che possiamo conoscere, leggere, studiare e scrivere, traducendo la vita in arte e facendo dell’arte vita, essendo l’arte, oltre la vita che biologicamente possiamo dare, l’unica cosa che val la pena di tramandare.

A questo punto dovrei dire perché è nato il blog, ma preferisco rimandare alla pagina chi siamo, dove in forma implicita c’è tutto quel che c’è da dire. Con l’augurio per noi e anche per quelli fuori di noi di sentirsi sempre chiamati se non ad sidera, quanto meno ad maiora.

Loredana Semantica

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